«La storia della acvila regala Resistenza come la gran premio del brasile formula 1 conosciamo è quasi del tutto falsa; e va riscritta da cima a fondo.
A-, a Giampaolo Pansa, chi è il «comandante bianco Aldo Gastaldi, nome di battaglia Bisagno, cui lei dedica il suo nuovo libro?
In questo quadro di rapidissimo sviluppo si inserisce la necessità di una nuova fabbrica più grande e razionale degli stabilimenti di corso Dante, ormai ampliati al massimo.
Nel 1901, con una popolazione di 335.000 unita, gli operai addetti al ramo metalmeccanico sono circa.000, tra cui pochissime centinaia nell'industria dell'auto; dieci anni dopo - su un totale di 427.000 abitanti - i metalmeccanici superano.000 unità, per metà impiegati nel settore.Bisagno non poteva tollerare questo.Dotata di una moderna carrozzeria a scocca portante, e' la prima Alfa Romeo a essere prodotta con la catena di montaggio.Quest'ultimo, unico tra i quattro elementi formulato da Ford, costituisce la fase che sviluppa e integra in un disegno complessivo i primi tre, coordinandone sinergicamente le potenzialità produttivistiche.Con Scarfiotti presidente e Agnelli amministratore delegato, la Fiat iniziava la sua attività.Riesce a ottenere l'allontanamento di De Vecchi, chiassoso e volgare ras di Torino, ma a sua volta provvede ben bene ad epurare la Fiat dagli ultimi strascichi di sindacalismo che non sia fascista.E caratterizzata da una carrozzeria aerodinamica a scocca portante, riesce a raggiungere i 125-130 km/h: all'epoca una velocita' elevatissima per un'automobile di quella cilindrata.Nelle Vie d'Italia di aprile proprio del 1932 è riportato il Censimento Mondiale degli Autoveicoli (pag.Le guerre civili furono due.Accanto alla normale berlina quattro porte (con un prezzo.500 lire) appaiono nel listino la "Berlina Tetto Apribile la "Cabriolet la "L 6 posti" e la "Coloniale".



Desktop stampa, stampa senza immagine, chiudi lintervista 19 febbraio :36, il giornalista: dai comunisti guerra agli altri partigiani.
Per l'occasione la casa torinese presentò alla stampa una nuova edizione della "508 C" del 1937, che assumeva anche ufficialmente il nome "1100" ed era prodotta nei nuovi stabilimenti Mirafiori.
Ma Agnelli tiene molto al suo ruolo: sia ben chiaro che lui è il più importante industriale italiano; non si comporterà mai con piaggeria, starà sempre su un gradino che, se non più alto, sarà però comunque diverso da quello dei vari postulanti e dei.
Gli storici professionali ci hanno mentito.La vita economica, politica e sociale del capoluogo piemontese è sempre più legata alle sorti della grande azienda: dalla fine degli anni venti, Torino è ormai la "città della Fiat".Quindi il sogno della macchina lo possono fare in pochi, e non certo gli impiegati, tanto meno gli operai, non siamo in America; devono passare ancora 30 anni!Le nuove "Artena" e "Astura entrambe presentate al Salone dell'auto di Parigi nell'ottobre 1931, hanno infatti prezzi oscillanti tra.000 e.000 lire: quanto un discreto appartamento.Ci vuole più coraggio a uccidere che a essere uccisi diceva.Di queste tre direttive impartite dall'allora presidente della Fiat vittorio valletta agli uffici tecnici, Giacosa riuscira' a ottemperare solo alla prima.In una "storica" riunione dei vertici Fiat tenutasi a Villar Perosa (TO) lo stesso avvocato gianni agnelli prova la nuova utilitaria e dichiara "Va forte, forse perfino un po' troppo".

Il progetto "100" viene naturalmente affidato all'ingegner dante giacosa, gia' "papà" della Topolino.
Non dobbiamo avere paura della verità.
Nel dicembre 1918 Giovanni Agnelli annuncia l'imminente commercializzazione della Fiat "Tipo 500 una economicissima vettura che, causa probabilmente la difficile congiuntura dei mesi successivi non supera lo stadio del prototipo.