Agostini ottenne i tempi migliori e ricevette una proposta d'ingaggio dal Drake per correre nella sua scuderia, condizionato però al totale abbandono delle corse motociclistiche.
Interpretò poi fotoromanzi e film e fece da testimonial per importanti aziende, riempiendo la tuta di etichette degli sponsor e prestando il volto a numerose campagne pubblicitarie.
L'austero notaio, che era notoriamente saggio, ma anche discretamente sordo, intese " bicicletta " al posto di " motocicletta e sentenziò: «Dai Aurelio, firma.
Il terzetto era formato da Giacomo Agostini, Andrea De Adamich e Ignazio Giunti.Tale comportamento "monastico" venne assunto all'inizio della carriera, quando nella gara della Temporada Romagnola, disputata a Cesenatico il, dopo una notte piuttosto "movimentata il futuro campione iridato non ebbe la sufficiente energia e lucidità per mantenere il ritmo impostato all'inizio e uscì di pista danneggiando.Nel tentativo di trovare un pezzo di ricambio, Giacomo si precipitò nei box della Moto Morini, dove il direttore sportivo Dante Lambertini, privo del ricambio richiesto e dispiaciuto per l'atto antisportivo, a titolo consolatorio propose a Giacomo di effettuare qualche giro di pista con.La Yamaha modifica modifica wikitesto Per questi attriti e per aver capito l'inevitabile declino del motore a quattro tempi, Agostini decise di prendere in considerazione le offerte d'ingaggio inviategli da Yamaha, Suzuki e Kawasaki.Scorta su due Ruote: per Proteggere e Servire, concept Bike: Nuovi Design e Prototipi presentati da Case Produttrici e Progettisti Indipendenti.

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Ago-Dago a Daytona modifica modifica wikitesto Agostini alla 200 Miglia di Daytona del 1975 L'esordio sportivo con la Yamaha avvenne il lla 200 miglia di Daytona, una gara prestigiosa e particolarmente combattuta per il grande ritorno d'immagine che la vittoria procurava sul ricco e ambìto.
Var in crisi, arriva la rivoluzione: ecco cosa cambia.
Nel giorno della gara, però, il pubblico statunitense ebbe modo di conoscere il vero volto del pilota bergamasco, che nulla aveva a che fare con l'immagine inoffensiva e svagata dei giorni precedenti.
La grande novità dell'anno, però, erano i giovani piloti, per i quali la Yamaha, con una politica mai vista fino ad allora, mise a disposizione decine di moto competitive, occupando gli spazi lasciati liberi dalle tante case inglesi, tedesche, cecoslovacche e italiane che si erano.
I 57 punti racimolati in quelle 4 prove, 3 vittorie e un 2 posto, gli furono a malapena sufficienti per apparire 3 nella classifica finale della "500 alle spalle del vittorioso compagno di squadra Read e del 2 classificato Kim Newcombe, alfiere della König.In Val Camonica trascorse i primi anni di vita, fino a quando la famiglia si trasferì a Lovere.Il padre, forse temendo d'essere troppo severo, si consultò con l'anziano notaio di famiglia, per sentirne il parere in merito al proprio timore che la motocicletta fosse troppo pericolosa o potesse distrarre il figlio dallo studio.L'azienda varesina, infatti, aveva deciso di ritirarsi dalle competizioni e il reparto corse richiamava a gran voce Agostini per guidare una sorta di "ultima stagione autogestita".Come in passato, le varie classi presentate al Concorso dEleganza Villa dEste sono organizzate per diverse categorie e riguarderanno unampia gamma di automobili, motociclette e temi.Il Concorso dEleganza Villa dEste deve il suo status di vera esclusività tra gli eventi più prestigiosi al mondo dedicato ai veicoli depoca ad una serie di elementi tra cui vanno certamente segnalati: leleganza dellevento, la sua lunga e illustre tradizione, il suo stile impareggiabile.Anche l'acquisto della moto, però, non fu privo di ostacoli.La scelta della cilindrata era determinata dal fatto che la classe 175 era la maggiore prevista nei Campionati juniores di velocità dell'epoca.Hailwood e Agostini nel 1967 L' anno successivo, davanti al pubblico strabocchevole che riempiva i circuiti, richiamato da questo forte dualismo, si svolse un'altra stagione dai titoli iridati contesi fino all'ultima gara e che vide rinnovarsi la situazione precedente, con Agostini 1 in "500".Nel campionato del 1975 l'attenzione del pubblico e della stampa fu catalizzata dalla lotta in classe 500 tra la Yamaha di Agostini e la MV Agusta di Read, che si concluse con la conquista del 15 e ultimo titolo iridato da parte del pilota italiano.